31/03/2014 - Andrea Paoletti - Metallized.it

Metallized

Cosa aggiungere alle migliaia di parole spese in favore di una band quale gli Eldritch? Sostanzialmente nulla, tutto è noto e risulterebbe superfluo e sconveniente mettersi a raccontare la storia che li vede protagonisti in Italia e nel mondo da ben ventitre anni. Coerenti verso se stessi ed il genere proposto, pur plasmando negli anni la materia, non sono mai stati sottoposti a radicali stravolgimenti per compiacere questo o quel partito musicale. Dite che sia poco?

Ci avevano lasciato tre anni orsono con l'ottimo Gaia's Legacy ed oggi, Tasting The Tears, testimonia nuovamente l'ottimo stato di salute del gruppo, forte di una line-up che fortunatamente non ha necessitato di cambiamenti. La sintonia e la forza che il gruppo trasmette attraverso le nuove tracce sono sotto gli occhi di tutti, è impossibile sceglierne una in particolare; si può partire dalla prima ordine cronologico (Inside You) finendo per sezionare la tracklist sino alla dodicesima ed ultima traccia, ossia la cover dei Queensrÿche (I Will Remember), ma il risultato è sempre lo stesso: sono tutte meritevoli d'attenzione. La forza di Tasting The Tears è banale se vista con certi occhi ma non scontata, cioè optare per un lotto di canzoni che risultino orecchiabili, facili da cantare e potenti allo stesso tempo. Prendete ad esempio il trittico centrale composto da Waiting For Something, Seeds of Love e The Trade; ora ditemi se riuscite a non cantarle, se siete già passati al secondo o terzo ascolto senza aver imparato il ritornello! Le soluzioni non sono mostruosamente tecniche, anzi, sono però intelligenti, spontanee, riuscendo a donare ad ogni composizione una propria personalità, pur rimanendo in linea con l'intero concepimento. Non c'è l'estratto che deve per forza spiccare in quanto a originalità e neanche la sperimentazione fine a se stessa; fortunatamente, viene da dire in diversi momenti. Potrei continuare citando Something Strong o la struggente ballad Iris: il risultato sarebbe sempre lo stesso.
Il gruppo sopracitato, quei Queensrÿche che tanto hanno regalato e tanto hanno distrutto, è ovviamente uno dei cardini principali su cui si basa la musica degli Eldritch, pur essendo ciò nettamente evidente per la presenza di un omaggio musicale a quella band, ma non ci si limita a questo. Risulterebbe banale infatti parlare di inclinazioni e influenze dopo ventitré anni di carriera; un minimo di personalità l'avranno pur accumulata i nostri oppure no? Certo che sì, infatti la differenza col passato si riesce a percepire, visto che Tasting The Tears ha un'aggressività più celata se paragonata ai recenti trascorsi, ma non per questo si è tradita la dichiarazione d'intenti, perché trasmette il messaggio che non sempre serve urlare a squarciagola. La produzione è ottima e lascia respirare ogni singolo strumento, è pompata quanto serve e rende giustizia ai temi molto introspettivi ed emozionanti; probabilmente siamo di fronte al migliore risultato ottenuto tra mixaggio e produzione stessa. Bisogna citare le abilità dei singoli musicisti per caso? E che ve lo dico a fare ragazzi, in Italia fortunatamente non abbiamo solo Sanremo e, come tutti noi sappiamo, nel Bel Paese le realtà più intriganti sono quelle nascoste, quelle che non trovi nei giornali turistici. Quando perdi la bussola e spegni il navigatore, la strada ti accompagna nel tuo viaggio e ti ritrovi in borghi sperduti, in scenari mozzafiato o in piazze che non vengono segnalate sulle mappe. Ogni membro degli Eldritch è una strada sconosciuta, un orizzonte su un altipiano in Umbria, è impossibile da descrivere, bisogna vederlo, ascoltarlo e chiudere il libro aprendo la mente.

Veniamo al dunque ragazzi, qui abbiamo di fronte un ottimo album sotto ogni aspetto, il che conferma nuovamente come noi italiani sappiamo fare musica. Non è il momento di stabilire se questo sia o meno l'album migliore dei toscani, è ancora troppo giovane e solamente il trascorrere del tempo confermerà se Tasting The Tears è un tassello importante o meno nella crescita del gruppo. Ciò che sappiamo già da ora è che il nono sigillo in casa Eldritch sia quanto di meglio l'Italia può offrire a livello prog nell'anno domini 2014. Non li conoscete ancora? Bene, è arrivato il momento giusto.

Voto 77/100
Andrea Paoletti - www.metallized.it