14/03/2014 - Luisa Luy Cugno - Italiadimetallo.it


ItaliadimetalloRoccioso punto di riferimento della scena metal tricolore, gli Eldritch non hanno certo bisogno di presentazioni: in vent'anni di attività la band livornese ha infatti saputo dimostrare tutto il talento dei suoi membri, conquistando, passo dopo passo, una discreta fama anche al di fuori dei confini nazionali.

Li avevamo lasciati poco più di due anni fa, sul finire del 2011, con il notevole “Gaia's Legacy”, per ritrovarli oggi, al nono album in studio, con lo splendido “Tasting The Tears”. Infallibili come sempre, gli Eldritch ci regalano l'ennesimo lavoro da fuoriclasse: 12 brani dall'impatto immediato, che rapiscono sin dal primo ascolto. Il sound progressive tipico del combo toscano viene qui amalgamato maliziosamente con sonorità più fresche e moderne, ottenendo così un'atmosfera nel complesso più leggera, grazie anche al ruolo giocato dalle tastiere di Gabriele Caselli e dalla bellissima voce di Terence Holler.

E che "Tasting The Tears" sia una delle migliori produzioni degli Eldritch lo si capisce al volo. Bastano infatti le prime note di "Inside You" per perdersi completamente nel turbinio di emozioni e sensazioni che attraversano questo lavoro: un brano che avvolge sinuoso grazie ad un ipnotico riff iniziale per poi esplodere in un condensato di potenza e melodia.

Sicuramente un ottimo apripista per la title track: "Tasting The Tears", degna rappresentante di questo platter, ha infatti un tiro devastante, in cui si alternano melodie ammalianti e riff rabbiosi.

"Alone Again" indugia invece in un ritmo più lento e cupo, per sfociare poi in un refrain struggente quanto affascinante. Perfetta nella sua atmosfera malinconica.

Con "Waiting For Something"  e "Seeds Of Love" si ritorna su binari più aggressivi ma anche più attuali, con un sound che di nuovo unisce in maniera magistrale potenza e melodia.

"The Trade" sfodera poi  sonorità più moderne e decisamente votate alla melodia, in cui peraltro Terence Holler sembra trovarsi perfettamente a suo agio. Splendida voce, Holler riesce infatti a colorare di emozioni intense ogni brano di questo platter, grazie ad un'interpretazione di indubbio talento.

Le successive "Something Strong"  e "Don't Listen" rappresentano gli ennesimi colpi andati a segno: universi in cui gli Eldritch riescono a fondere una volta di più rabbia e melodia, sonorità prog e un sound metal immediato in due brani che non lasciano un attimo di respiro.

"Iris", struggente quanto dolcissima ballad, ci culla, invece, per un istante nella sua atmosfera malinconica, per lasciare poi spazio alla travolgente "Love From A Stone", un pezzo prepotente ed impetuoso, con un refrain inarrestabile che è una sentenza senza possibilità di appello.

"Clouds" poi conquista con l'ormai sapiente e collaudata miscela di potenza e melodia a marchio Eldritch, ennesimo brano che non lascia scampo.

"I Will Remember", infine, chiude il platter con un vero e proprio tocco di classe: cover dell'omonima ballad dalla vena intimista dei Queensryche, rappresenta la perfetta conclusione per un album che è un viaggio emozionale di particolare intensità. E a dirla tutta, è decisamente meglio dell'originale: ascoltare per credere!

Insomma, "Tasting The Tears" è un album che affascina e conquista, un piccolo capolavoro in grado di rapire non solo i più appassionati fan del combo livornese, ma anche chi si avvicina per la prima volta al sound degli Eldritch. Da avere assolutamente!



Voto: 9/10

Luy C.  - www.italiadimetallo.it