28/02/2014 - Antonio Abate - Raw & Wild
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eldritch-tasting-the-tears-coverVent’anni di carriera e 9 album all’attivo, dopo appena 2 anni dal loro ultimo lavoro ecco ritornare sul mercato gli Eldritch.
Che dire di questa magnifica e grandiosa band di casa nostra? Sappiamo tutti chi sono e come è composta la loro fantastica e affascinante musica; proprio quest’estate ho avuto modo di vederli per la terza volta live e posso garantire che nulla è cambiato, sempre la solita grinta, eleganza e tanta bella roba.
Proprio in quell’occasione, in cui mi sono fermato a scambiare 4 chiacchere con loro, mi parlavano del loro nuovo disco che doveva essere registrato ai Domination, rinomato studio di Mularoni dove altre belle release sono state fatte, e della qualità che erano riusciti a tirar fuori questa volta; vi assicuro che avevano ragione!
Devo essere sincero: il loro precedente album “Gaia’s Legacy” non mi era per nulla dispiaciuto, anzi lo avevo ammirato grazie a un ritorno a un sound molto vicino all’acclamatissimo “El Nino”, ma questa volta la band livornese ha superato ogni aspettativa; da subito si nota la produzione molto calda, potente e maggiormente definita, dove uno strumento come la tastiera suonata da un magistrale Gabriele Caselli riesce ad avere giustizia sui riffoni di stampo tecnico di un superlativo Eugene Simone (questa volta anche in veste di produttore). Ma la cosa che subito risalta è la magnifica scelta compositiva, dove il sound Eldritch (sempre unico) si trasforma in una prova di maturità compositiva, farcita da grandi riff di chitarra alla Eldritch, che vanno a contornare la scelta melodica (azzeccatissima mai come questa volta) delle linee vocali, solari, dirette e gothic come non mai.
Un ottimo arrangiamento di tastiera di Caselli va ad abbellire ulteriormente il lavoro, a mio avviso superando anche il bellissimo “El Nino” grazie alla varietà di questo magnifico “Tasting The Tears”.
Una grande sezione ritmica a dare peso e potenza con Rudj Ginanneschi alla chitarra ritmica e John Crystal al basso; ma un complimento a Raffahell Dridge (guardatelo suonare dal vivo) macchina da guerra, preciso e tecnico batterista; infine, come sempre grande Terence Holler, ormai marchio di fabbrica degli Eldritch, sempre più passionale e grintoso più che mai.
“Tasting The Tears” è composto da 11 tracce che si lasciano ascoltare, grazie alla soluzione musicale davvero originale adottata dagli Eldritch; passando dal prog più classico all’heavy più diretto e dai riff di estrazione tecno-thrash a melodie accattivanti che vanno a strizzare l’occhio agli anni 80; si passa dalla prima traccia “Inside You” classico brano Eldritch di stampo prog che si trasforma in un ritornello dai sapori anni 80; alla title track, a mio avviso la più bella canzone mai composta dagli Eldritch, un riff di pura violenza che viene contornato da un giro di tastiera a dir poco spettacolare, una sezione ritmica da capogiro e per finire la melodia e la teatralità di Terence Holler a dare il colpo di grazia!
Si passa alle sonorità più dark care a lavori precedenti con “Alone Again”, dove si dà voce ancora una volta all’ugola di Holler, e per un attimo il bel virtuosismo lascia spazio agli arrangiamenti; rimanendo in chiave dark ma con ritmi più veloci ecco “Waiting For Something” che va in un esplosivo ritornello di stampo power; si ritorna al sound cadenzato di “Seeds Of Love”, dove è sempre magistrale le scelta delle linee vocali.
Queste sono alcune anticipazioni di questo ultimo lavoro targato Eldritch; questa volta la band livornese ha superato ogni aspettativa, riuscendo a comporre una serie di brani dall’eleganza straordinaria, grazie anche una scelta molto originale degli arrangiamenti e delle linee melodiche vocali, mai così belle dai tempi di “El Nino”.
Che dire altro? Una magnifica copertina che merita di essere menzionata!
Antonio Abate
Voto: 10/10